mercoledì 27 febbraio 2008

Napoleone, l’ultimo fasto dell’imperatore

Per celebrare l’apertura delle nuove sale il Museo dedicato al Bonaparte fa rivivere il suo sogno di «grandeur» prima della caduta con 200 opere appartenenti alla Fondazione

DA ROMA MARCO BUSSAGLI

« L’ imperatore si diresse verso Fontainebelau dove arrivò alle sei del mattino.
[Napoleone] non fece aprire i grandi appartamenti e si accampò, piuttosto che alloggiò, nel piccolo appartamento a cui era affezionato. Dopo essere arrivato Napoleone si chiuse nel suo cabinet e vi restò solo tutta la giornata del 31 marzo 1814». Sono queste le parole delle
Memoires del Bourienne, segretario di Napoleone, che ispirarono il monumentale quadro di Paul Delaroche (1797-1856), intitolato
Napoleone I a Fontainebleau, che per qualche mese è in esposizione a Roma presso il Museo Napoleonico in occasione della bella mostra dedicata alla irripetibile vicenda del grande còrso. L’opera, di straordinaria intensità, coglie Bonaparte nel momento in cui, dopo essere stato dimesso, in quello stesso giorno, da Talleyrand a seguito dell’ingresso a Parigi delle truppe alleate, si sente addosso tutto il peso della Storia e della sconfitta.
Napoleone è ormai un uomo di quarantacinque anni, logorato dal potere e dalla fatica prima della campagna di Russia e poi di quella di Francia nella quale si trovò a fronteggiare la coalizione della Russia, della Prussia e dell’Austria, salutata dalla cronaca come quella dei Drei heiligen Königen, ovvero dei «tre santi re», una formula linguistica applicata ironicamente qui perché, in genere, riservata ai re Magi.
Delaroche riesce a rendere nello sguardo affranto, nella posa, negli stivali sporchi di fango e nella sciatteria generale che prende pervade il lusso della stanza, la drammaticità di quei momenti, regalandoci l’impressione di trovarci dinanzi ad un’istantanea della Storia trasfusa in un capolavoro che, da solo, vale la visita alla mostra. Non è però questa l’unica opera esposta nell’ambito di questo vero e proprio evento che coincide con l’apertura delle nuove sale del Museo Napoleonico di Roma, ricavato nell’immobile adiacente acquistato dal Comune con questo preciso scopo, e ristrutturato magistralmente dall’architetto Piercarlo Carchi. Prima qui a Roma e poi a Portoferraio, nell’Isola d’Elba, dove andrà la mostra da giugno, sarà possibile ammirare i tesori della Fondation Napoléon di Parigi che ha selezionato ben 200 opere. Corredata da un bel catalogo (a cura di Bernard Chevalier e Karine Huguenud) edito da Sillabe, la mostra romana è curata da Giulia Gorgone e Maria Elisa Tittoni, direttore del Museo Napoleonico.
L’esposizione offre l’opportunità d’avvicinarsi al fenomeno napoleonico ripercorso, grazie a testimonianze artistiche, documentarie e materiali (come le vesti imperiali e il leggendario cappello utilizzato dal condottiero nel corso della campagna di Francia), in tutta la sua interezza, fino alle pagine autografe relative alle lezioni d’Inglese impartite all’ormai ex-imperatore nell’isola di Sant’Elena. Naturalmente, il vantaggio di visitare la mostra di Roma è anche quello di poter godere della Collezione permanente del Museo che, così, nel corso dei quattro mesi dell’esposizione si arricchisce di splendidi servizi di piatti, come quello personale dell’imperatore che reca su ciascun fondo una delicata veduta che sia significativa dell’avventura napoleonica, dall’Egitto a Venezia, da Parigi a Magonza, fino alla minuziosa carta geografica della Francia che costituisce l’unica eccezione. Aggirarsi fra le ricche vetrine della mostra, tutte climatizzate ed illuminate con fibre ottiche, significa avvicinarsi alla magnificenza dei ritratti, della moda e degli oggetti d’allora: dai mobili, alle tabacchiere, agli orologi, da tavolo e da taschino, alle coppe magnifiche, alle spade ed ai bastoni da maresciallo, fino ai nécessaire da viaggio.
In un certo senso, visitare la mostra di Roma è un po’ come essere invitati a corte dall’imperatore e poter godere delle stesse gioie che fecero grande un’epoca.


Roma, Museo Napoleonico
NAPOLEONE. FASTO IMPERIALE
I tesori della Fondation Napoléon.
Fino al 25 maggio